Il phishing è una delle minacce più comuni e dannose per le aziende, che sfrutta l’inganno per ottenere credenziali, dati sensibili e compromettere sistemi aziendali. In questo articolo esploreremo cosa fare dopo un attacco di phishing e come prevenire futuri incidenti, integrando le soluzioni di LECS.
Cosa fare subito se in azienda qualcuno ha cliccato un link di phishing
Isolare il dispositivo dalla rete e proteggere le credenziali critiche
Quando un dipendente clicca su un link sospetto di phishing, la risposta immediata è fondamentale per ridurre il danno. La prima cosa da fare è isolare il dispositivo dalla rete aziendale per impedire che l’attaccante possa propagare il suo attacco. Questo significa disconnettere il dispositivo sia dalla rete cablata che dalla rete Wi-Fi. Dopo aver isolato il dispositivo compromesso, è essenziale evitare che l’utente inserisca nuove credenziali e cambiare immediatamente le password degli account critici.
Attivare o rafforzare l’autenticazione multifattore (MFA) su questi account può ridurre significativamente i rischi.
Il problema che le aziende affrontano in questa fase è il timore che un singolo click possa compromettere account e dati aziendali, con la difficoltà di capire se l’attacco ha avuto un effetto immediato o meno. La soluzione proposta da Cyber Evolution aiuta a monitorare il traffico di rete generato dal dispositivo compromesso, osservando le connessioni verso IP e domini sospetti. LECS segnala eventuali anomalie e aiuta il team IT a distinguere tra falsi allarmi e situazioni reali di compromissione. Questo permette di ridurre il rischio di compromissione a catena e di contenere l’incidente in modo strutturato.
Con questa reazione immediata, l’azienda guadagna maggiore controllo sulla superficie di attacco, limitando il danno a soli dispositivi e account compromessi. LECS aiuta a rispondere tempestivamente e a proteggere i dati aziendali in modo più efficace.
Attivare subito l’IT/Security e aprire un incidente formale
Se un utente clicca su un link di phishing, è necessario allertare immediatamente il team IT o il SOC e aprire un incidente formale, creando un ticket di incidente. La gestione dell’incidente non deve essere lasciata all’iniziativa del singolo dipendente, che può limitarsi a cancellare l’email. Un approccio formale, che segua le linee guida aziendali per la gestione degli incidenti, è essenziale per una risposta tempestiva e mirata.
In questa fase, il punto debole riguarda il ritardo con cui gli incidenti vengono segnalati, le informazioni incomplete e la difficoltà di ricostruire la sequenza tecnica degli eventi. Questo comporta l’incapacità di rispondere prontamente, aumentando il rischio di danni. La soluzione LECS risolve questo problema fornendo una visibilità immediata sugli eventi di rete legati al dispositivo compromesso. LECS offre una timeline consolidata e una visione dettagliata degli asset e delle connessioni coinvolte, facilitando le fasi di Detect/Respond secondo il framework NIST. Questo aiuta a documentare l’incidente con evidenze tecniche affidabili e consente di avviare una risposta rapida ed efficiente.
L’attivazione rapida del processo di incident response permette di ridurre i tempi di esposizione all’incidente, garantendo che l’azienda possa affrontare l’attacco in modo strutturato e conforme alle best practice.
Bloccare link, mittente e domini correlati a livello aziendale
Per evitare che il phishing si estenda ad altri dipendenti, è necessario bloccare immediatamente i link, i mittenti e i domini utilizzati nell’attacco. Questo intervento deve essere eseguito su tutti i livelli aziendali, compresi i gateway di posta elettronica, i filtri web e i controlli di rete.
Il problema in questa fase è che le campagne di phishing possono colpire più utenti in tempi molto brevi. Inoltre, gli strumenti di sicurezza aziendali, come i sistemi di email security, proxy e firewall, possono essere frammentati, rendendo difficile sapere se altri utenti sono stati colpiti dallo stesso attacco. La soluzione LECS aiuta a identificare pattern ricorrenti nelle richieste verso domini e IP sospetti da più host. LECS è in grado di attivare azioni automatiche tramite il motore Raises (Autonomous Response) per bloccare i domini di phishing o C2 in base alle policy aziendali. In alternativa, LECS può suggerire blocchi mirati sui firewall e proxy aziendali per ridurre ulteriori esposizioni.
Questo approccio previene che un singolo attacco si trasformi in una campagna estesa, contenendo rapidamente l’incidente e limitando il numero di dispositivi e account compromessi.
Capire l’attacco: analisi tecnica dopo un incidente di phishing
Classificare il tipo di phishing e i possibili impatti (credenziali, dati, pagamenti)
Il phishing si presenta in diverse forme, tra cui phishing generico, spear phishing, whaling, smishing e vishing, ognuna delle quali ha obiettivi diversi: furto di credenziali, Business Email Compromise (BEC), ransomware ed esfiltrazione di dati. Comprendere il tipo di phishing aiuta a determinare l’impatto potenziale e le azioni da intraprendere.
Molte volte le aziende trattano tutte le email malevoli allo stesso modo, senza considerare le campagne mirate, come quelle indirizzate a figure apicali o a sistemi aziendali critici. La soluzione LECS permette di classificare rapidamente l’incidente grazie ai motori di intelligenza artificiale (Specto, Tiresia e Raises). LECS è in grado di rilevare movimenti laterali, esfiltrazione di dati e connessioni persistenti, permettendo di distinguere un attacco di phishing “limitato” da uno in evoluzione. Questo aiuta a dare priorità alle azioni correttive e a determinare se è necessario coinvolgere le autorità o attivare canali regolatori.
Analizzare il comportamento di rete post-click (endpoint, server, cloud, OT/IoT)
La difesa dal phishing non si limita a controllare l’email: è fondamentale monitorare le comunicazioni di rete post-click. Questo significa monitorare richieste a domini malevoli, download di payload, tentativi di connessioni verso C2, e movimenti laterali sulla rete interna.
Il problema è che i log sono distribuiti su diversi sistemi (email, EDR, firewall) e può essere difficile ricostruire una visione end-to-end dell’incidente, rischiando di perdere fasi importanti dell’attacco. La soluzione LECS fornisce una fonte unica di verità sugli eventi di rete correlati al phishing, monitorando il traffico in mirroring e registrando ogni evento di rete in log ad alta affidabilità. I log critici possono essere notarizzati tramite DLT/blockchain, aumentando il valore probatorio delle evidenze raccolte.
Decidere le azioni correttive e le eventuali comunicazioni formali
Dopo aver analizzato l’incidente, è fondamentale prendere decisioni rapide. Le azioni correttive possono includere il reset delle credenziali compromesse, l’isolamento dei sistemi vulnerabili, il ripristino da backup, e la comunicazione formale verso vertici aziendali, clienti o autorità, come richiesto da normative come NIS2.
In questa fase l’incertezza è relativa a quando è necessario elevare l’incidente a livello di management, DPO o CSIRT, e come motivare la scelta con dati concreti. La soluzione LECS offre log di rete strutturati e timeline affidabili, che supportano la documentazione dell’incidente e forniscono le evidenze necessarie per comunicazioni interne e notifiche normative.
Come prevenire il prossimo attacco di phishing: persone, processi, tecnologia
Formazione continua e simulazioni di phishing per i dipendenti
La difesa dal phishing in azienda richiede un programma strutturato di formazione continua. Le campagne formative devono includere esempi reali, linee guida semplici per riconoscere email sospette e simulazioni periodiche per misurare il tasso di clic sui link sospetti.
Il problema che molte aziende affrontano è il sovraccarico di messaggi che confonde gli utenti e la difficoltà di mantenere un alto livello di consapevolezza. Inoltre, manca un modo efficace per misurare i miglioramenti. La soluzione LECS è un supporto essenziale in questo processo. LECS raccoglie i dati sugli eventi di rete e sulle minacce intercettate, alimentando le campagne formative e rendendole più pertinenti e mirate, oltre a fornire dati per il reporting al management.
Rafforzare autenticazione e privilegi: MFA resistente al phishing e least privilege
Un passo cruciale per prevenire il phishing è l’adozione di soluzioni di autenticazione robusta, come l’autenticazione multifattore (MFA). Inoltre, il principio del least privilege deve essere adottato per limitare l’accesso ai sistemi aziendali solo a chi ha realmente bisogno di accedervi.
La difficoltà di gestire correttamente i privilegi e proteggere le credenziali aziendali è concreta. La soluzione LECS è fondamentale, poiché monitora l’accesso alla rete e rileva attività sospette, come tentativi di accesso anomali e movimenti laterali. Questo consente di limitare l’impatto anche quando un attacco di phishing va a segno, proteggendo i sistemi aziendali da ulteriori danni.
Integrare un NDR come LECS nella strategia di difesa dal phishing
Oltre alla sicurezza delle email e agli EDR, l’integrazione di un NDR-IPS come LECS nella strategia di difesa dal phishing è fondamentale. LECS fornisce visibilità estesa sul traffico di rete, rilevando comunicazioni verso server di comando e controllo (C2), movimenti laterali e altre anomalie.
Il problema in questo caso riguarda la scarsa visibilità sul traffico interno e la difficoltà di monitorare gli effetti del phishing dopo il clic. La soluzione LECS consente di monitorare e rispondere agli attacchi lungo l’intera superficie di attacco, riducendo i rischi derivanti dalle vulnerabilità interne e migliorando la risposta agli incidenti.
In questo scenario, il supporto di LECS non si limita solo ad essere “un sensore di rete”: è una Black Box NDR-IPS plug & play e zero-config, installabile rapidamente e senza dover progettare nuove architetture o gestire configurazioni complesse.
Una volta collegata alla rete, protegge dispositivi IT, OT e IoT e mette a fattor comune tre motori di AI che lavorano in parallelo: Specto (detection e gestione automatica in tempo reale), Tiresia (threat forecast) e Raises (autonomous response), così da passare dall’osservazione alla mitigazione quando l’impatto diventa critico.
Dal phishing come emergenza al phishing come rischio gestito
Il phishing non dovrebbe essere trattato come un’emergenza isolata, ma come un rischio continuo da gestire in modo strutturato. Adottando tecnologie avanzate come LECS, le aziende possono integrare il phishing nel loro modello di gestione del rischio cyber, con processi misurabili e controllabili.
LECS diventa un componente centrale per monitorare, rilevare e documentare gli effetti del phishing sulla rete aziendale. Grazie alla visibilità sull’intera superficie di rete, LECS consente di rispondere in modo più efficace e di aggiornare continuamente politiche, formazione e piani di risposta, riducendo la frequenza e l’impatto degli attacchi di phishing.

Ricercatore appassionato di sicurezza informatica.
Certificato eCCPT, eNDP, Sophos.
Sviluppatore ed hacker etico, con la missione di estendere la CyberSecurity ovunque.
Ideatore del progetto LECS.